Chi vince nel Vicino Oriente?
Chi vince nel Vicino Oriente?

Lo scrittore e giornalista inglese Robert Fisk ha scritto un articolo per il quotidiano inglese "The Indipendent" ove afferma che il presidente siriano Bashar Assad, con quasi ogni probabilitĂ , non abbandonerĂ la sua carica nelle presenti condizioni e resisterĂ ancora perlomeno per lungo tempo.
I quotidiani nel Vicino Oriente sono pieni di domande e si chiedono se veramente, nelle condizioni attuali, si può parlare del "movimento di Benghazi di Bashar Assad". "Articoli del genere vengono scritti regolarmente a Washington, Londra e Parigi ma pochi nella regione capiscono l'errore di noi occidentali" ha scritto Fisk.
Il giornalista ha cercato di giustificare la posizione russa riguardo alla situazione in Siria ricordando la sofferenza del popolo palestinese quando recentemente "piĂą di 1.300 civili sono stati massacrati a Gaza da Israele".
Nel suo articolo, Fisk ha detto che la caduta del governo siriano in Siria rappresenterebbe una coltellata all'anima dell'Iran.
Fisk continua dicendo: "Guardiamo al Medio Oriente dai grandi palazzi presidenziali che osservano la città di Damasco. E' vero, i paesi del Golfo di sono scagliati contro la Siria. E' vero, la Turchia si è scagliata contro la Siria (seppur offrendo generosamente asilo a Assad nella terra dell'ex-impero ottomano). Ma guadiamo all'Oriente e cosa vede veramente Bashar Assad... Un Iran fedele al suo fianco, un Iraq fedele, il nuovo miglior amico dell'Iran nel mondo arabo che si rifuta di imporgli le sanzioni. E più a Occidente, anche un Libano fedele contrario alle sanzioni. Quindi dai confini con l'Afghanistan fino al Mediterraneo Assad ha una intensa schiera di alleati che preverrebbero, perlomeno, il suo collasso economico".
Fisk ha ammesso che "il problema è che l'Occidente fantastica con storie, discorsi e insensatezze su un Iran spaventoso, un Iraq ingrato, una Siria crudele e un Libano intimorito che è quasi impossibile non accettare queste opinioni e capire che Assad non è da solo. Non lo dico per elogiare Assad o sostenere la sua continuazione ma è vero". Così ha concluso l'articolo.
Ultimo aggiornamento (Lunedì 13 Febbraio 2012 21:42)
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